Incontriamo il comune sul futuro dell’ex Diatto

Poiché continuiamo ad interessarci del destino dell’area ex-Diatto, pressati dall’urgenza di scongiurare l’abbandono di un cantiere nocivo e pericoloso per la salute, cerchiamo di fare tutto quello che ci sembra poter essere utile. 
Ancora non escludiamo che tra le cose utili ci possa stare il confronto con l’Amministrazione Pubblica, che tiene ex-lege le chiavi della città.
Non lo escludiamo, a patto che sia un atto politico e dunque collettivo, condiviso.
Per questo scriviamo queste parole, per raccontare pubblicamente che stiamo finalmente incontrando il Vicesindaco ed Ass. all’Urbanistica Montanari, con altri funzionari comunali, quest’oggi 19 dicembre 2017, alle 18.30.
Abbiamo scelto di non dare notizia di questo incontro con anticipo, per non rischiare di incorrere in qualcuno degli imprevisti-forfait dell’ultimo momento a cui questa giunta chi ha abituato.
Perché vogliamo ancora, come sempre, vederci chiaro e mettere un punto su questo cratere aperto sulla pelle della città, sull’area ex-Diatto, Cenisia – San Paolo, Torino.

E questo è ciò che stiamo dicendo, in questo istante, a Montanari e ai funzionari del Comune.

PROPOSTE ASSOCIAZIONE AMICI DI VIA REVELLO SUL FUTURO DELL’AREA DIATTO

Un auspicio condiviso tra gli abitanti del quartiere, comitato Sniarischiosa e i soci dell’Associazione Amici di via Revello è quello di far luce sull’oscurità di una ordinaria riqualificazione urbana, una come tante, per avviare un modo differente di gestione, rispetto alle vicende vissute fino ad oggi.
Ci piacerebbe ricevere un supporto nel sostenere l’accesso agli atti della documentazione inerente il procedimento di rimozione del vincolo architettonico dell’ex fabbrica, sulla base delle note della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del 13 luglio e 13 novembre 2009 alla Direzione Regionale. Dal 2013 ad oggi abbiamo per due volte richiesto formale accesso, l’ultimo del 23 marzo 2017 è ancora senza esito. Neanche l’esposto presso la Procura ci ha permesso di visionare questi atti.
C’è poi un altro auspicio, che vorremmo fosse almeno più veloce in termini di soluzione, la ripresa immediata dei lavori di bonifica o quantomeno di una reale messa in sicurezza del cantiere, nell’attesa che riprendano i lavori, da sollecitare.
Stiamo valutando i termini per una nuova denuncia sugli aspetti ambientali della vicenda, visto il protrarsi dei tempi, con continui fermi di cantiere, dall’inizio dei lavori (giugno 2013) e visto il sottostimato piano iniziale di bonifica, che ad oggi attende ancora di essere aggiornato e approvato, dopo svariati rinvii. Per questo chiediamo un sostegno da parte dell’Avvocatura del comune nelle iniziative legali che intraprenderemo.
Una volta terminata la bonifica, senza la fretta di dover capire cosa costruire e in virtù del fatto che in diverse occasioni il gestore del Fondo Città di Torino, Prelios, ha sottolineato la mancanza di interesse a costruire tanto che attualmente il sito risulta in vendita, valutare come svincolare l’area Diatto dal Fondo, oltre che magari pensare proprio di chiuderlo, constatando, a distanza di 10 anni dalla nascita, il quasi totale non raggiungimento degli scopi iniziali. Su questo ci sono gli articoli del Regolamento di gestione del Fondo Città di Torino, che abbiamo letto e possono venirci in aiuto.
Infine, per l’unica parte rimasta sotto tutela e in piedi della vecchia fabbrica, proponiamo di abbandonare l’idea di costruire un supermercato. Fortunatamente (almeno a quanto ci risulta) non esistono progetti esecutivi in tal senso; vorremmo si ripensasse in favore di una progettazione in linea con necessità reali odierne per promuovere la vivibilità nel nostro quartiere. L’edificio si presta per essere usato come punto biblioteca, ludoteca, spazio per co-working, laboratori sociali e culturali. Non vorremo fare solo una battuta se sostenessimo che sono spazi adatti a contenere gli uffici della Fondazione Torino Musei invece di trasferirli in via Magenta e chiudere la biblioteca della GAM.
Un nuovo supermercato, di piccole, medie o grandi dimensioni apporterebbe solo il malcontento dei commercianti esistenti. Posti per fare la spesa ce ne sono; un isolato con giardino pubblico da un lato (area ex Gabrio), e spazio polivalente per il quartiere dall’altro lato della via (recuperato grazie a un sano ripensamento delle azioni precedenti) no, e di questo vorremmo discutere.

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