14 giugno: noi ci saremo e lei sindaca?

Noi ci ritroviamo MERCOLEDI’ 14 GIUGNO alle ORE 21 alla rotonda di corso Racconigi angolo via Frejus per condividere le novità riguardo l’interminabile cantiere della Diatto e la mancata apertura del promesso giardino di via Revello.
Nel cantiere della Diatto non è stata ancora terminata la bonifica e a marzo del 2017 era segnalata la presenza di amianto e idrocarburi nocivi; in più l’ultima delibera urbanistica e la disperata ricerca di oneri di urbanizzazione a cui la sua amministrazione in breve ci ha abituato, condannano l’area a diventare un supermercato e finire sventrata per far spazio a 4 palazzoni con annessi parcheggi.
Insomma sono bastati pochi mesi al vicesindaco Montanari per trasformarsi da paladino della difesa del territorio a broker piazzista di area pubbliche, a volte senza guadagnarci nulla come per l’occupazione di questi giorni del parco del Valentino usurpato gratis all’uso pubblico a favore degli amici costruttori d’auto.
La vicenda del giardino promesso è ancora più grottesca ed inizia con un appalto per la bonifica che non ha previsto nè lo smaltimento dei detriti residuati dagli abbattimenti nè la rimozione dei bidoni interrati collegati alle caldaie della vecchia scuola, prosegue con la scoperta di uno scarico abusivo di acque nere da parte del Cenisia calcio nell’area verde e, ovviamente, non si è ancora conclusa la nuova gara d’appalto per eseguire questi lavori di bonifica e rendere il terreno agibile.
Lo stesso giorno lei signora sindaca sarà in consiglio di circoscrizione per presentare AxTo, ovvero alcuni lavori di ripristino necessari alle scuole della zona ed ad altri edifici pubblici pericolanti, spacciandolo come un progetto innovativo di partecipazione. Anche in questo quartiere cercherà di vendere la storiella che tutto è cambiato e cambierà ancora in meglio, cercherà di gettare fumo blaterando che il popolo è padrone sotto la sua illuminata guida, mica come con il PD.
Noi, che il fumo tutt’al più lo chiudiamo dentro una cartina lunga e lo condividiamo, saremo invece pronti a ricordale quali sono i problemi della città più indebitata, più inquinata e più cementificata d’Italia, a cui la sua giunta non ha saputo dare risposte, come il suo predecessore Fassino.
Il quartiere, stanco delle promesse a 5 stelle, si incontra alla rotonda di corso Racconigi angolo via Frejus MERCOLEDI’ 14 GIUGNO alle ORE 21…sarebbe l’unica buona scusa per dare l’ennesimo forfait in Circoscrizione….

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Ancora amianto nel cantiere Diatto

Le ultime analisi contenute nel nuovo progetto di bonifica consegnate a marzo dal proprietario dell’area Prelios confermano che all’interno del cantiere Diatto sono stati rinvenuti “inaspettatamente” altri materiali contenenti amianto.
Il progetto però non specifica quale sia la provenienza dell’amianto:
si tratta di un deposito di materiali delle lavorazioni fatte nel passato nella fabbrica?
oppure sono residui provenienti dall’abbattimento della fabbrica fatto senza le apposite precauzione nel giugno del 2013?
Il progetto specifica invece che il proprietario non intende rimuovere l’amianto!
L’unico interesse di Prelios è il profitto, a breve infatti dovrebbero iniziare i lavori per costruire l’ennesimo supermercato in via Fréjus.
Ancora una volta Prelios non rispetta la salute degli abitanti del quartiere
E’ ora di dire basta! Chiediamo che venga fatta chiarezza sulla provenienza dell’amianto, e soprattutto che questo venga subito rimosso
Il Comune ha richiesto a Prelios un’integrazione della bonifica che sarà consegnata entro il 3 maggio 2017: saremo pronti a richiedere questi nuovi documenti per verificare la completa rimozione dell’amianto e degli altri materiali pericolosi ancora presenti nel cantiere, per la salute degli abitanti del quartiere.

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Comunicato di Assemblea21

Pubblichiamo di seguito il comunicato dell’assemblea di via Leoncavallo di sabato 4 marzo convocata congiuntamente dai comitati di quartiere, associazioni e realtà di Assemblea21 e il gruppo di consiglieri comunali M5S. L’assemblea era stata convocata per discutere di un bilancio senza vincoli e per mettere i diritti prima del pareggio di bilancio.

Uniti contro il “Sistema Torino”

Assemblea21 nasce dall’esigenza di confronto tra cittadine e cittadini attivi sul territorio
torinese, comitati, associazioni ambientaliste e sindacati di base, desiderosi di contribuire
alla risoluzione delle problematiche del governo della città nell’interesse del patrimonio e
del benessere pubblico.
Il nodo comune a tutte le realtà e vertenze che si incontrano in Assemblea21 è stato
individuato nel Vincolo del Pareggio di Bilancio, argomento capestro con cui vengono
respinte le istanze di ciascuno, indipendentemente dal colore del governo momentaneo
della città.
Per avviare un confronto costruttivo abbiamo organizzato un primo momento pubblico,
rivolto a cittadine, cittadini ed amministratori pubblici, tenutosi il 21 Gennaio 2017 alla
presenza di una platea numerosa oltre le nostre aspettative e di Vicesindaco, Assessori,
Consigliere e Consiglieri Comunali di maggioranza ed opposizione.
Da quel primo appuntamento è nata la seconda iniziativa pubblica, nelle intenzioni più
pratica ed operativa, lanciata da Assemblea21 ed accolta dal Gruppo Consigliare M5S, con
cui è stato coordinato il momento assembleare tenutosi lo scorso 4 Marzo.
In merito a questo appuntamento, esprimiamo preoccupazione per il mancato
coinvolgimento del governo cittadino e insoddisfazione per la reale considerazione delle
questioni avanzate.
Rileviamo come non sia stata fornita risposta concreta, o quantomeno coerente con le
proposte elettorali, a nessuna delle domande formulate ed inviate previamente al M5S
per facilitare il confronto, tra le quali in particolare questioni come:
– Acqua Pubblica
– Cassa Depositi e Prestiti
– Politiche di Riduzione Rifiuti
– Emergenza Abitativa
– Oneri di Urbanizzazione,
– Disoccupazione e Precarietà
– Azione congiunta dei Comuni 5Stelle per contestare il vincolo del Pareggio di
Bilancio
Non troviamo traccia di risposta concreta neppure nel comunicato emesso dall’Ufficio
Stampa del Gruppo Consigliare M5S nella serata del 4 Marzo, che si conclude con la
considerazione: “…l’amministrazione si rende disponibile e trasparente per spiegare e
condividere i propri programmi e le proprie azioni…”
Quello che l’attuale Giunta sembra proporci è una relazione unidirezionale, in cui
l’Amministrazione comunica decisioni già prese ed immodificabili, ancora e sempre in
nome dei Vincoli di Bilancio, “confondendo” questo atto informativo con la
partecipazione.
Assemblea21 intende la partecipazione come un dialogo, un confronto anche serrato ma
sempre costruttivo, che persegua lo scopo di trovare assieme una definizione, una
soluzione, una strategia, in una relazione bi-direzionale dove entrambe le parti esprimono
ed accolgono.
La Sindaca, a mezzo stampa, ha ricordato la disponibilità ad incontrare i singoli cittadini: è
necessario sottolineare e ribadire che lo scopo di Assemblea 21 non è quello di trovare
soluzioni e/o cooptazioni per singole o particolari necessità, ma di costruire un percorso
aggregativo e comune, nel quale risiede il vero valore politico del dibattito e del confronto
pubblico.
Per questo valutiamo come inadeguata la proposta di affrontare le varie questioni
attraverso dei tavoli tecnici agevolati da un presunto mediatore.
Il mediatore degli interessi pubblici è il rappresentante politico ed ogni questione deve
essere riportata, in un dibattito pubblico, all’interesse comune e collettivo, non circoscritto
ad una contrattazione tra le parti.
Per questo Assemblea 21 fa appello a tutte le persone e realtà per le quali i diritti vengono
prima del Pareggio di Bilancio, a contribuire nelle prossime settimane all’allargamento
della mobilitazione, per appoggiare ed indurre l’Amministrazione Comunale a liberarsi
dalla sudditanza ai dettami del Sistema Torino.

Assemblea21

Mail: assemblea21gen@gmail.com
Twitter: @assemblea21
Facebook: www.facebook.com/assemblea21/

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Come con il PD

Apprendiamo con sgomento del primo sgombero effettuato dalla giunta Appendino ai danni di uno spazio aperto solo sabato scorso dal collettivo Figli di Miccichè nel quartiere di Pietralta. Un circolo da tempo abbandonato riaperto con l’intenzione di creare uno spazio informativo e di supporto legale per le famiglie sotto sgombero: uno spazio quindi che voleva fornire un servizio alla città tutta.
Constatiamo come questo sia l’ennesimo segnale di continuità con la giunta Fassino. Anche i 5 Stelle e la sindaca Appendino continuano a non capire che le occupazioni sono una risorsa per la città da non perseguitare con la polizia. Son una risorsa perché aprono spazi abbandonati e facendoli rivivere combattono il degrado con la socialità, denunciando abusi e bloccando le speculazioni edilizie che hanno devastato la nostra città. Le occupazioni abitative sono l’unico tetto che oggi tante persone (italiane e non) possono avere a fronte di una società che scaccia e scarta i più deboli. Non ci sono occupazioni buone o cattive: tutte sono utili alla nostra vita ed hanno una loro storia.
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A proposito di bilancio, trasparenza e partecipazione.

Pubblichiamo il comunicato del gruppo promotore dell’Assemblea 21 Gennaio, di cui fa parte anche il nostro comitato, rivolto all’Amministrazione cittadina.
Siamo animati non dalla speranza di ricevere risposte, ma dalla seria convinzione che le voci raccolte in questa Assemblea devono trovare ascolto e spazio in un discorso pubblico capace di mettere i bisogni ed i diritti della gente comune davanti agli interessi finanziari.
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Risposta alla giunta

La giunta Appendino ha approvato il bilancio ed in Circoscrizione 3, così come nel resto della città, ha deciso di proseguire con le scelte politiche e urbanistiche della precedente amministrazione.

Nelle scorse settimane infatti ha dato il definitivo via libera alla svendita di due aree: quella del palazzo-civicogiardino di via Malta/via Lussimpiccolo (la gara si chiude il 7 dicembre) e dell’area Westinghouse.

Nella prima verrà costruita una residenza di lusso per studenti a reddito medio-alto, a pochi passi dall’identico Campus San Paolo inaugurato un anno fa: abbiamo ampiamente spiegato come la sua costruzione sia stata fatta con soldi pubblici e la proprietà, come la gestione ed i guadagni siano invece privati.

Sulla seconda verranno invece costruiti un ipermercato, un centro congressi ed un parcheggio. Verrà così eliminata la storica area verde di corso Vittorio, posta di fronte al Tribunale, sostituita dagli ennesimi rachitici alberelli su soletta.

Come si realizzi la propaganda della campagna elettorale 5 stelle, fatta di aree verdi di prossimità e luoghi di aggregazione, da realizzare con la partecipazione, la condivisione ed il protagonismo dei cittadini, ancora non s’è capito.

Ci chiediamo come si presuma di costruire la partecipazione, se la nuova amministrazione comunale non organizza incontri di presentazione e discussione in quartiere, di questi e altri progetti urbanistici che coinvolgeranno la zona, come il passante TAV che ha come punto di snodo il vecchio “scalo San Paolo” di corso Rosselli (vedi pagina 7, Fase 0 di questo documento)

Capiamo ancora meno come l’ex Assessore all’Urbanistica di Rivalta, dove con il suo intervento il piano regolatore è stato rivisto secondo i criteri del “consumo di suolo zero”, possa rimanere Vicesindaco ed Assessore all’Urbanistica di una giunta che persegue imperterrita queste operazioni di speculazione immobiliare.

Un articolo comparso a tutta pagina su La Stampa di venerdì 2 dicembre contiene un messaggio diretto al nostro comitato, da parte del Consigliere e Presidente della Commissione Urbanistica, Damiano Carretto, che prima di sedersi tra i banchi della maggioranza era il portavoce proprio del comitato per il no al progetto sull’area Westinghouse, insieme a diversi militanti pentastellati.

Ci permetta di risponderle caro consigliere Carretto: la compensazione pensata sul nostro quartiere per farci mandare giù l’affare Westinghouse puzza di vecchia politica!
Gli oneri di urbanizzazione non possono e non devono essere usati per garantire servizi minimi essenziali, come l’apertura dell’area verde di via Revello e la biblioteca Carluccio.
Anche perché sappiamo bene quali siano i tempi dei privati nel portare a termine le loro opere; il cantiere Diatto aperto in tutta fretta aspetta ancora la fine della bonifica, a 3 anni e mezzo dall’inizio.

La scusa degli ammanchi di bilancio non può bastare, dato che sempre in campagna elettorale era stato detto come la questione sarebbe stata affrontata con un’ottica differente (cosa successa in altre città come Napoli). Invece nuovamente la politica si è genuflessa all’economia (e particolarmente a quella finanziaria e speculativa): non crediamo che dal 2017 i conti torneranno a posto, soprattutto se la leva per farlo è quella degli investimenti da parte dei privati, rapidi ad accaparrarsi un’area per iniziare dei lavori che puntualmente si fermano per anni, a causa di problemi di liquidità o fallimenti. Sappiamo tutti molto bene come il cantiere Diatto sia la prova provata di queste dinamiche.

Proprio quei privati che anche voi ora pretendete di presentarci come soccorritori, rendono invivibili e degradate fette di territorio attorno a noi.

Noi non staremo a guardare in attesa di una buona notizia!

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Luci, ombre e scinttille

Luci, ombre, ma anche scintille durante l’incontro avvenuto mercoledì 19 tra l’assessore Montanari, il suo staff e i cittadini di borgo San Paolo e Cenisia: tensione scontata dato che quella della Diatto è una vicenda segnata anche dalla violenza: quella con cui è stato abbattuto lo storico edificio, quella con cui sono stati caricati dalla polizia all’epoca i manifestanti che protestavano, ma montanarianche quella della quotidianità di un insopportabile cantiere aperto da tre anni, che ha portato a noi residenti disagi causati da polveri, incuria e sporcizia.
Procediamo però con ordine nel ricostruire la serata, iniziata con un’introduzione storica degli ultimi 3 anni della lotta contro le speculazioni edilizie sull’area Diatto, proseguita con una prima presentazione dei dati raccolti tramite il questionario proposto dall’associazione Amici di via Revello per avere una percezione di come viviamo in quartiere e di come sono vissuti gli spazi (verdi, culturali e di socialità) e culminata in tre semplici domande all’assessore: quando avvieremo la trasformazione dell’area bonificata dell’ex Gabrio in area verde con un percorso decisionale e partecipato da parte degli abitanti del quartiere? Quando terminerà la bonifica dell’area Diatto? Ma soprattutto qual è il destino dell’area Diatto? Restare una speculazione edilizia oppure è possibile che il comune rientri in possesso dell’area, visto che uno dei punti della campagna elettorale era proprio rivedere la politica di far cassa tramite le speculazioni edilizie?
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Vediamo se stavolta ci ascoltano

paricModicaCare e cari,

come forse avrete avuto modo di leggere sulle pagine de LaStampa, il neo-assessore all’Urbanistica (e vice sindaco) Guido Montanari ha dichiarato l’intenzione di incontrare i cittadini che nei diversi quartieri di Torino hanno combattuto con l’Amministrazione Comunale per opporsi ai vari progetti di scellerata speculazione, nascosti dietro “il verbo” della riqualificazione.

Nell’elenco di queste realtà, Montanari naturalmente nominava anche la Diatto, che assieme all’area dell’ex Gabrio – aggiungiamo noi, rappresenta uno degli episodi più significativi di questo conflitto.
Non sappiamo a cosa potrà condurre la dichiarazione del vice sindaco ma sappiamo bene da quale punto questo confronto dovrà partire ed a quali obiettivi deve guardare.

Vorremmo poter condividere con voi quel che abbiamo elaborato, dopo tre anni di impegno e studio, perché la nostra prima certezza è che nessuna decisione può essere presa senza un ampio, paziente ed approfondito confronto pubblico, tra chi vive quotidianamente le strade e gli spazi del quartiere prima ancora che con i referenti istituzionali.

Per questo vi invitiamo ad un’Assemblea pubblica il prossimo lunedì 18 luglio, alle ore 21.00, presso la rotatoria di C.so Racconigi all’incrocio con via Frejus.

Queste sono le nostre considerazioni di base, da cui vorremmo partire per riflettere assieme sulla proposta da portare all’Assessore:

– Il confronto con il Comune deve partire dalla definizione del futuro dell’ex Gabrio come area verde completamente pubblica, senza concessioni alla Società Bocciofila o al Cenisia Calcio, e senza le odiose recinzioni che hanno ridotto il giardinetto della “Pizzeria I soliti ignoti” ad un’area praticamente privata, scomoda e difficilmente accessibile al pubblico.
– L’area dell’ex Gabrio va pensata progettualmente assieme alla parte della struttura della Diatto rimasta in piedi, perché questa non diventi un supermercato ma rimanga a disposizione delle esigenze del quartiere (vogliamo ricordarlo? Circoscrizione più popolosa con 128.000 abitanti, zero biblioteche, zero teatri, per dire le lacune più evidenti…).
– Vogliamo che il Comune ritorni a rappresentare gli interessi pubblici, anche verificando se e dove questi sono stati traditi con la frode. Chiediamo quindi venga fatta chiarezza sulla riduzione del Vincolo Architettonico, concesso dalla Sovrintendenza Regionale, che ha permesso l’alienazione della ex-Diatto ed il suo abbattimento manu militari ormai 3 anni fa.
– Visto che da oltre tre anni la proprietà non porta a conclusione le opere di bonifica, a causa di ripetute crisi finanziarie, e visto che ad oggi non risulta alcun progetto definitivo per il futuro dell’area, consideriamo altamente inaffidabile questo privato e chiediamo pertanto che il Comune ne rientri in possesso, per realizzare un intervento che non abbandoni quei 18.000m² ad un destino di eterno cantiere.

Grazie per l’attenzione, speriamo di vedervi numerosi!

Ass. Amici di via Revello

P.s.: Se abitate vicino, portate con voi una sediolina, chissà che non ci staremo tutti sulle panche della rotatoria!

P.P.s: Apprendiamo dai quotidiani che la riapertura della biblioteca Carluccio è nuovamente rimandata: siamo costernati!
Eppure al consiglio aperto in circoscrizione (aprile 2014 qui le nostre riflessioni ) l’allora assessore Braccialarghe si profuse in promesse…cadute tra le ragnatele.
Ragnatele che ancora campeggiano in via Frejus su ciò che resta dell’ ex Diatto dove il comune ha ancora un deposito del sistema bibliotecario, inaccessibile però al pubblico a ricordarci che da un anno e mezzo questo quartiere non ha un biblioteca aperta al pubblico.
Un altro inequivocabile segno della cattiva amministrazione del PD! Malgrado Fassino e soci si autoassolvano il mondo della “cultura” pubblica torinese viene oggi scosso dall’ennesima inchiesta con arresti e denunce a carico di chi l’ha gestita in questi anni come appunto l’ormai ex assessore Braccialarghe
I bisogni del nostro quartiere vogliono una risposta non una serie di bugie nascoste tra le promesse!

P.P.P.s: Il 15 luglio abbiamo ricevuto una Lettera dall’ARPA, datata 13 giugno 2016 dove si dichiara che la bonifica non è completa ma non sono noti progetti per completarla, al contrario di quanto ci avevano assicurato l’ex assessore Lo Russo e l’ex presidente di circoscrizione Daniele

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Torino 2016, le olimpiadi del degrado

AmericaQui in foto, quasi in tempo reale, vedete il crollo della storica discoteca AMERICA, in via Frejus, un tempio degli anni ’60, oggi abbattuta in modo irresponsabile e dilettantesco per fare spazio a un altro inutile palazzaccio di appartamenti di lusso, in una città allo sbando con 100.000 poveri e centinaia di persone sfrattate da proprietari con 50.000 appartamenti sfitti.
In compenso lo sfascio ha causato l’evacuazione di una famiglia araba, che si è vista tetto e cortile investiti dalle rovine, e ora dormirà ospitata alla meno peggio dai proprietari dell’alloggio danneggiato, con la pioggia che cade come lacrime sul decoro di un quartiere in agonia.
Dall’altro lato della strada, l’oscena area di scempio ambientale che è il Cratere Snia-Diatto, ex-fabbrica scaricata dall’allegra Sovrintendenza agli appalti e alle ruspe dei palazzinari, e che con la crisi della finanziaria committente è diventato un deserto di detriti e voragini, come i tanti e tanti cantieri eredità del buco nero di bilancio aperto dalle Olimpiadi 2006.
Una bella immagine di una città malata che ha perso ogni valore, ma non sicuramente i prezzi, con un’amministrazione che in 20 anni ha sprecato, svenduto, disfatto e finto di innovare mentre ogni servizio pubblico affondava a favore dell’arcipelago del profitto privato.
Qui Torino, passo e chiudo.
A voi il voto.

Di seguito la lettera che come Associazione Amici di via Revello abbiamo inviato allo Spresal per segnalare l’ennesimo rischio conseguente ad una demolizione nella nostra via.

Torino, 17 giugno 2016
Spett.le Spresal – Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – Asl To1
Via Alassio, 36/E
10126 Torino

Oggetto: Richiesta URGENTE di intervento per pericolo amianto in via Frejus 27, Torino
Gentili signore/i vi scrivo a nome dell’Associazione Amici di via Revello, nata per la tutela del patrimonio storico del quartiere San paolo ed a tutela della salute dei suoi cittadini.
Ci rivolgiamo al Vs. ufficio per segnalare che in data 13/06/2016 sono iniziati i lavori di demolizione dell’edificio di via Frejus 27, ex locale America. Oltre ad avere causato numerosi disagi ai residenti, per i quali abbiamo già allertato i vigili di quartiere, nell’edificio è presente amianto, che dovrebbe essere smaltito secondo crono-programma dell’impresa la settimana prossima, cioè dal 20 giugno.
Ieri, 16 giugno è occorso un grave incidente, in quanto il ponteggio di sostegno è crollato sulla una casa attigua abitata da una famiglia, i calcinacci hanno invaso il cortile, sono intervenuti i Vigili del Fuoco e un tecnico del Comune e la famiglia è stata evacuata.
Segnaliamo però una gestione quantomeno dilettantesca della situazione da parte dei responsabili del cantiere, con lavoratori in condizioni di pericolo, privi di adeguate protezioni. Soprattutto siamo preoccupati per l’amianto, in quanto la parte di edificio da bonificare è attigua alla parte crollata e vista la gestione disinvolta della situazione da parte della proprietà, non siamo affatto rassicurati da quanto ci hanno detto nei giorni scorsi!
Chiediamo quindi un intervento URGENTE dei vostri tecnici.
Cordiali Saluti

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Anniversari e conseguenze

E’ passato da poco il terzo anniversario dell’abbattimento della storica cisterna della Diatto/Snia (per chi non se lo ricorda c’è un video qui sotto).

Nel giorno stesso dell’anniversario c’è stato il primo turno delle elezioni comunali di Torino, che non sono andate come nei desideri di chi ha voluto l’abbattimento. Una volta la chiamavano nemesi storica: 5 giugno 2013 Piero il tristo abbatte non democraticamente la diatto, 5 giugno 2016 i torinesi che non dimenticano danno un grosso colpo al seggio suo (e di chi l’ha voluto al comando). A 168 anni di distanza gli statunitensi ancora si ripetono “ricordatevi di Alamo”, chissà che in alcune stanze che non sono più botteghe ma restano oscure tra qualche anno ci si ripeta “ricordatevi della Diatto”.
Solo ipoesi, certo, ma in questi giorni dalle parti di via Frejus si sente risuonare una filastrocca
CHI HA ABBATTUTO LA DIATTO-SNIA
NON LO VOTA NEANCHE SUA ZIA
E IN QUESTI GIORNI DI FOLLIA
STREGA CHIARA LO PORTA VIA

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