La SNIA e gli scioperi del marzo 1943

Il 17 marzo 1943 gli operai dello stabilimento della SNIA Viscosa di via Frejus si uniscono agli altri operai torinesi in una serie di scioperiVolantinoMarzo che daranno un contributo fondamentale all’abbattimento del regime fascista. Quasi tutti gli operai della SNIA aderiscono, e come gli altri scioperanti pagheranno duramente il loro coraggio, infatti:
“il direttore dello stabilimento disponeva per il licenziamento di 120 operai che furono tutti, per rappresaglia, richiamati alle armi” [Aisrp, E 85 a]
Quello del marzo ’43 non era il primo sciopero contro la guerra nella fabbrica di via Frejus. Già il 22 agosto 1917, quando lo stabilimento apparteneva alla Diatto, uno sciopero per il pane si era trasformato in sciopero contro la guerra, e da quella fabbrica si era esteso a tutta Torino.
Oggi il sindaco Fassino, assieme ai segretari di CGIL, CISL e UIL commemora gli scioperi del 1943 al teatro Carignano, nello stesso tempo
però la sua giunta si adopera per abbattere il luoghi in cui si concretizza la memoria di quei fatti.
Questa mattina siamo andati in piazza Carignano ad accogliere i partecipanti alla commemorazione distribuendo questo volantino, per far lor presente l’incoerenza della giunta, e oggi pomeriggio dalle 15 alle 17 saremo alla rotonda del mercato di corso Racconigi raccogliere firme per la nostra petizione, contemporaneamente apriremo le porte di via Cesana 24 per permettere a chi lo vuole di visitare lo spazio.
Ci sembra che, nel nostro picccolo e senza paragoni che sarebbero sproporzionati, sia il modo migliore di onorare gli scioperanti di settanta anni fa.

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