Nessuna novità

Come ci si poteva aspettare, l’incontro con la II e VI commissione consigliare del comune di torino (urbanistica e ambiente rispettivamente)noia non ha portato nessuna novità, ha solo rimarcato ancora una volta due gravi carenze dell’amministrazione, che le impediscono di avere un confronto proficuo con la cittadinanza.
Il primo problema è il distacco dalla realtà. La commissione, che inizialmente ci aveva accolto in modo cordiale, si è poi subito infastidita per lo scandalo di trovarsi di fronte dei cittadini offesi. Davvero si aspettavano qualcosa di diverso? Dopo aver demolito prima di aver ascoltato, dopo aver gettato nel dimenticatoio per oltre 4 mesi l’incontro prescritto da regolamento con le commissioni? E quand’anche fossero stati così ingenui da pensare che per noi tutto questo è normale, il fatto di aver presentato un ricorso al TAR contro il Comune e di aver sollecitato le indagini della Procura della Repubblica, non avrebbero dovuto essere sufficienti a convincerli del contrario?
Il secondo problema è l’ignoranza della materia di cui si devono occupare. Come esempio valga il comportamento dell’Assessore Lo Russo, che ha asserito con assoluta certezza come il progetto definitivo di costruzione per l’area ex Diatto fosse già stato approvato; messo alle strette dalle nostre osservazioni ha dovuto ammettere che non era così, e che l’unico progetto approvato è quello di demolizione e bonifica, mentre il definitivo della costruzione non è stato ancora neanche presentato.
Abbiamo quindi chiesto aggiornamenti sul progetto futuro e soprattutto sull’avanzamento della bonifica in corso (a che punto si è? sta avvenendo tutto a regola d’arte? – visto che noi viviamo da questi parti!), ma neanche a questo hanno saputo rispondere, sorvolando e chiudendo la seduta.
E’ un po’ scocciante dover battere sempre sul tasto economico, ma assessori e consiglieri sono pagati per conoscere gli argomenti di loro competenza. Se non solo non li padroneggiano, ma pretendono di atteggiarsi ad unici veri detentori della conoscenza, inventando per colmare le proprie lacune, che utilità può avere il confronto?
Un incontro per noi purtroppo poco proficuo dunque, ma nient’affatto inutile. Una volta di più abbiamo chiarito e rese evidenti le lacune e le mancanze, sia del percorso formale del progetto sulla ex-Diatto, sia della politica di intervento sulla vivibilità del quartiere in cui abitiamo, sia dei meccanismi di interazione tra cittadini ed amministrazione.
Lacune e mancanze che che l’attività stessa del Comitato chiede e propone di superare, offrendo a tutti la possibilità di un riscatto, perché la qualità del nostro vivere comune, nelle strade sotto casa e nelle stanze dei nostri rappresentanti, sia migliore. Continuiamo ad augurarci che questo riscatto sia possibile e che la logica dell’interesse comune torni ad essere legittimamente la regola su cui vediamo basati i nostri rapporti tra cittadini.
In virtù di questo augurio attendiamo anche gli esiti della richiesta dei consiglieri Bertola e Grimaldi di prevedere una seduta in Consiglio per vedere nuovamente il PEC e quindi, compatibilmente con gli altri loro impegni, se ne discuterà ancora.

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