Risposta ai consigliere Marrone e Viale

Sul comunicato stampa relativo alla seduta del consiglio comunale di lunedì, ed in particolare alla ex Diatto, leggiamo alcune dichiarazioni del consigliere Marrone, cui vorremo chiarire alcune questioni.

Dice Marrone “… Quando c’è un ordine di sgombero di uno stabile, nello specifico quello dato in concessione al Gabrio che deve essere bonificato dall’amianto, non significa che si può occupare un altro stabile come “succursale”, anche se è vuoto e abbandonato.

Al consigliere è sfuggito il punto centrale. La Diatto non era occupata dal Gabrio, ma dal comitato sniarischiosa, e lo scopo dell’occupazione non è mai stato di creare una “succursale”, ma di segnalare, e, se possibile, impedire un progetto disastroso per il quartiere.

Perché si parla tanto dei reperti ma non si parla affatto degli attacchi organizzati di notte ai danni della polizia? Non si tratta di reazioni violente dovute alla rabbia spontanea del momento, ma sono attacchi programmati.

Consigliere Marrone, quella manifestazione ha dovuto cambiare percorso almeno 5-6 volte perchè le vie che si volevano attraversare venivano chiuse senza preavviso dalle forze dell’ordine, parlare di organizzzazione in questo contesto serve solo a renderela ridicolo.

Spero che durante i Diritto di Tribuna i firmatari prendano le distanze dagli autori dei gesti violenti

Durante il diritto di tribuna non l’abbiamo fatto, non sapevamo della sua richiesta, ma lo facciamo volentieri ora. Prendiamo le distanze dai reparti delle forze dell’ordine che hanno caricato senza aver subito alcuna aggressione non verbale, prendiamo le distanze da chi ha sparato lacrimogeni ad altezza uomo, o da chi li ha sparati sui balconi al quarto piano (si guardi questo video), e per buona misura le prendiamo anche da quei funzionari delle ffoo che al mattino, quando volevamo capire cosa stesse succedendo, si sono sentiti in diritto di irriderci. Li avremmo volentieri denunciati, se quando gliele abbiamo chieste ci avessero fornito le loro generalità.

Speriamo con queste informazioni di averla aiutata, permettendole di svolgere il suo lavoro in modo un po’ più accurato di quanto abbia fatto su questo argomento. Stando alle sue dichiarazioni di cui sopra non ci vorrà molto.

Al consigliere Viale, che afferma
Sulle prospettive per l’area ex Diatto sono state fatte scelte precise nel 2007 ed è impensabile chiedere di tornare indietro
Facciamo notare che quanto da lui detto risulta un po’ incongruo. Infatti nel 2007, e fino al 2010, sull’intero isolato insisteva un vincolo della soprintendenza beni architettonici che impediva di modificare l’esistente, quindi nessuno, in quegli anni, poteva progettare sull’area interventi come quello di cui si discute. A meno che, naturamente, non sapesse già che il vincolo sarebbe stato ridotto, ma questa è un’ipotesi cui non vogliamo credere, perchè in questo caso le conseguenze sconfinerebbero nel penale, e dunque non possono darsi da parte di chi afferma che “la legalità deve essere un valore per tutti

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